I bambini giocano alla guerra.
È raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
È la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura
I bambini sono come spugne, tendono ad assorbire umori e modi di fare degli adulti.
Se intorno a loro regna la guerra, allora essi giocheranno a fare la guerra.
Se, però, si fa capire loro che esiste anche un altro gioco che si chiama “pace”, essi troveranno gusto nel condividerne la bellezza con i propri amici, perché la pace non ammette privilegi né privilegiati