35. Cima Gallinola
Stupore, incanto, dipendenza!

di Salvatore Signore

L’inverno bussa vigoroso alle porte e le pesanti piogge degli ultimi giorni sono un chiaro segnale del cambiamento in atto: giù le temperature, su le giacche impermeabili. Si attendono con ansia le prime nevicate, sono il miglior investimento contro l’aridità estiva, quindi, lucidare ramponi e piccozze. Nel frattempo, prima che i riferimenti estivi scompaiano coperti da manto bianco, regaliamoci una salita di circa 8,5 chilometri verso la cima della Gallinola.

L’avventura inizia a Capo di Campo che offre anche la possibilità di attraversare e conoscere un piccolo sito archeologico risalente all’età sannitica. Si prosegue lungo una traccia ben segnata fino al Concone delle Rose, uno strategico rifugio che in caso di meteo avverso offre un riparo caldo. Raggiungere il Pianellone e poi Piano della Corte non è complicato, servono solo gambe ben allenate.

Raccontare a parole l’emozione di due terrazze sul lago principale, poste a differenti altitudini, è piuttosto semplice: stupore, incanto, dipendenza! Restano gli ultimi due pianori prima del traguardo, il cammino è tutto in cresta, pertanto, massima attenzione. Il panorama rimane sempre visibile e, dunque, non serve cercare inutili pericoli “sporgenti”.  Toccato il versante molisano con la cima posta a 1923 mt slm e quello campano di Punta Giulia, non resta che un rientro in planata e la soddisfazione di aver macinato un dislivello di circa 1030 metri.

Scorta d’acqua e scarpe tecniche ben allacciate, sempre.

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