38. Vallesecca
Il sentiero degli stazzi

di Salvatore Signore

Una porzione di terreno recintata in maniera approssimativa e una casupola in pietra che ottiene come unica copertura un tetto il lamiera. Ecco, in breve, lo stazzo del pastore. Un ricovero di fortuna durante il lungo periodo dei pascoli d’altura. L’avanzata di oggi percorrerà, attraverso tratti spesso non segnati, la via della fatica che i lavoratori delle montagne calcano un passo dopo l’altro, stagione dopo stagione.

Da Campitello Matese, comodo punto zero, si parte per il primo e facile tratto che vede un passaggio accanto alla famosa Grotta delle Ciaole e, una volta aggirata s’innalza la scalinata naturale fino al pianoro dove insiste la costruzione più corposa: un terrazzo verde e spettacolare, due casupole in pietra, delle recinzioni. Da questo punto terminano i riferimenti sentieristici ufficiali, l’avanzata verso il prossimo obiettivo andrà a buon fine solo grazie all’orientamento unito ad una valida preparazione preliminare del percorso che darà come unico sostegno una traccia abbastanza visibile.

A mezza altezza, solo dopo aver superato il Miletto e colle Tamburo, il sentiero torna “visibile” anche dal punto di vista della segnaletica. Vallesecca è vicina così come l’altro stazzo, meno frequentato, meno noto, più suggestivo.
Sconsigliato agli avventurieri impreparati, i chilometri di sola andata sono 9, ma con un dislivello poco impegnativo, 650 mt. Servono gambe pronte e spirito di adattamento.

Scorta d’acqua e scarpe tecniche ben allacciate, sempre.

 

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